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IL NATALE DEGLI SPRECHI

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Il periodo tra Natale e Capodanno è quello in cui lo spreco di cibo tocca il record. Ogni anno un terzo del cibo prodotto sulla terra, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene perso, sprecato, buttato. Nei Paesi ricchi, tra cui l’Italia, si sprecano 222 milioni di tonnellate di cibo l'anno. Per fare un esempio l'Africa Sub-sahariana produce 230 milioni di tonnellate di cibo l'anno: esattamente quanto buttiamo noi “ricchi”. In vista delle feste natalizie, lo spreco cresce a dismisura, ecco quindi qualche consiglio utile. Perché il cibo sprecato non è solo un’offesa, ma anche un problema ambientale. Da sempre  le feste natalizie e di fine anno sono l’occasione per condividere tavole imbandite e piatti ricercati, dove il cibo diventa il simbolo non solo della festa, ma anche dell’abbondanza, del piacere, dell’auspicio di un futuro di ricchezza e benessere. Anche in epoche in cui non regnavano certo disponibilità di cibo e denaro paragonabili a quelle odierne, vigeva l’usanza di creare ricette elaborate a base di ingredienti prelibati. Ma, a  differenza di oggi, quei cibi erano destinati a durare anche dopo le festività e venivano centellinati nel tempo grazie alla pratica del riciclo, cioè di una vera creatività culinaria che trasformava gli avanzi, in piatti altrettanto gustosi e nutrizionalmente adeguati. Oggi non è più così: si butta tutto. E così cibi ancora buoni finiscono al macero, secondo l’Istat, perché ne sono stati comprati troppi (40% dei casi), perché ci siamo fatti convincere dall'allettante "prendi tre paghi due” (21%), sono scaduti o sono andati a male (24%), non sono piaciuti(9 %) o non servivano proprio (7%).Oggi il nostro impegno deve essere quello di apprendere un modello alimentare sostenibile, che bandisca inutili sprechi e contribuisca al miglioramento della salute ed alla protezione delle risorse naturali. Contenere gli sprechi è possibile  con un approccio ecologico all’alimentazione tale da consentire la soddisfazione delle esigenze delle attuali generazioni, senza tuttavia danneggiare quelle future. 

cena nataleECCO I DIECI CONSIGLI PER UN NATALE SOSTENIBILE
1) Non arrivare affamati al momento dei pranzi.
2) Ascoltare e rispettare i segnali di sazietà
3) Evitare pane e grissini vari tra una portata e l'altra
4) Evitare di farsi versare il vino più volte, bere a piccoli sorsi controllando la quantità enon bere superalcolici
5) Se si conosce il menù, dare preferenza ai piatti più graditi ed evitare quelli menograditi. Alternare piatti più ricchi di grassi e condimenti con altri meno ricchi prevedendo sempre dei contorni di verdura.
6) Farsi servire porzioni piccole/moderate (anche se si paga o se si è ospiti)
7) Non rinunciare alle verdure, che aiutano a saziarsi
8) Acquistare alimenti nella quantità corretta e proporzionata al numero degli invitati.
9) Non lasciarsi tentare da offerte e sconti e limitare eccessive “scorte” di alimenti
10) Approfittare del tempo libero per muoversi un po’ più del solito

COME COMPORTARSI TRA UN PRANZO/CENA E ALTRO:

1) Non saltare la colazione, anche se ci si alza tardi, caso mai ridurne la quantità
2) Nel pasto precedente a quello di festa, consumare un primo piatto leggero, tipo unazuppa di verdure, cereali e legumi o una piccola porzione di pasta o riso (conditi conpomodoro o verdure o all’olio crudo). oppure: un secondo piatto a base di pesce o carnebianca bolliti o alla piastra o 1 o 2 uova, un contorno di verdura bollita o cruda e frutta.
3) Nel pasto successivo ascoltare il segnale di fame, e in relazione alla sua intensitàconsumare una leggera minestra o un passato di verdure, o un po’ di pane con verdura o della frutta.

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